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Appuntamento al cinema: dedica al Popolo Iraniano

Da oggi sarà finalmente nelle sale italiane Donne senza Uomini. Per ringraziarvi dell'attenzione che ci avete concesso e per la vostra presenza sempre più numerosa sul nostro blog abbiamo deciso di regalarvi questa bellissima clip tratta dal film....leggete con attenzione l'emozionante dedica alla fine della scena.



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il 12/3/2010 alle 12:54 5 Commenti
Video Inervista a Shirin Neshat

Ecco a voi la video intervista a Shirin Neshat realizzata a Roma durante la presentazione di Donne senza Uomini che sarà nelle sale il prossimo 12 Marzo.



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il 10/3/2010 alle 9:04 2 Commenti
"Io, dissidente iraniana ed eterna esule vi chiedo: aiutate i registi in carcere"

ROMA - Esule dal suo Iran, lei, Shirin Neshat, lo è da una vita: "Avevo diciassette anni quando lasciai il Paese - racconta la cinquantatreenne videoartista nonché regista, Leone d'argento a Venezia per il film Donne senza uomini - mio padre mi mandò all'estero a studiare, credevo che sarei tornata. E invece vennero la Rivoluzione islamica di Khomeini, poi la guerra con l'Iraq. E così sono stata 'abbandonata' in Occidente: e quella lontananza dalla mia patria è durata per sempre". Trasformandola in una cittadina del mondo, in dissidente perpetua, che dalla sua casa di New York segue con apprensione le vicende di Teheran, gli arresti dei suoi colleghi cineasti. Come Jafar Panahi: "Stiamo cercando, con Amnesty International, di farlo liberare: ma l'unico modo per ottenerlo è che si mobiliti Hilary Clinton".


La Neshat è a Roma perché la sua pellicola, visuale e sperimentale come la sua autrice, sta per sbarcare nelle sale italiane grazie alla coraggiosa distribuzione della Bim. Donne senza uomini è una storia tutta al femminile, ambientata nell'Iran del 1953 quando, con un colpo di Stato appoggiato dalla Cia, fu deposto il presidente democraticamente eletto e cominciò il regime dello Scià. Su questo sfondo, assistiamo alle vicende di quattro personaggi, i cui destini confluiscono in uno splendido giardino di campagna...


Shirin, cosa rappresenta il giardino al centro della sua pellicola?
"Uno spazio di libertà che per queste donne è come lo spazio dell'esilio: un luogo dove loro avrebbero potuto avere una seconda chance. Come l'ho avuta io, lasciando il mio Paese. Più in generale, col mio film voglio soprattutto mostrare, oltre alla condizione femminile, la convivenza degli opposti: realismo e magia, arte e politica, arte e cinema. E come la bellezza incroci la violenza".


Cosa pensa del ruolo della donna in Iran? E' cambiato dal lontano 1953, o è sostanzialmente immutato?

"Io non vedo affatto le donne del mio Paese come vittime. Anche se è vero che  sono oppresse. Sono molto forti, non hanno mai fatto compromessi, hanno sempre combattuto per i loro diritti. Per le le donne iraniane sono sempre state fonte d'ispirazione, ma non per il semplice fatto che anch'io sono iraniana".

Il loro coraggio è stato determinante, nella recente rivoluzione verde...
"Vederle l'estate scorsa, così pronte alla sfida, mi ha fatto commuovere. Davanti a certe immagini, a quei volti bellissimi che protestavano, ho pianto".

Ma non c'è solo il problema femminile: il suo è un Paese in cui l'opposizione viene ridotta al silenzio, in cui i talenti, tutti non allineati al regime, vengono sbattuti in prigione: come Jafar Panahi, Leone d'oro a Venezia per il suo Il Cerchio.
"La situazione di Panahi è molto grave. Oggi ho saputo che sua moglie, sua figlia e altre 14 persone che erano in casa sua al momento del blitz delle forze dell'ordine sono state rilasciate. Ma per lui sono davvero preoccupata: contro i talenti del Paese questo governo è capace di tutto, delle peggiori atrocità. Siamo terrorizzati per ciò che potrebbe accadere alle persone detenute. Perché questo governo vede la creatività come una minaccia: arrestare Panahi, o altri registi celebri, è un modo di dire a tutti gli altri artisti 'state buoni, non vi ribellate'".


Di fronte a questa repressione, cosa puà fare la comunità internazionale?
"Purtroppo quelli non ascoltano la voce dei media occidentali. Ma dei leader come Berlusconi, Sarkozy, Hilary Clinton devono per forza tenere conto. Le opinioni pubbliche occidentali dovrebbero perciò fare una forte pressione sui propri leader: serve una forte voce diplomatica. Se la Clinton decidesse di intervenire per Panahi, sono sicura che lo scarcererebbero".


A suo giudizio la durezza del regime è strettamente collegata col fondamentalismo islamico?

"Prima della Rivoluzione islamica l'Iran era già musulmano, ma era una religione adattata alla cultura persiana, con contaminazioni di sufismo, misticismo, altre forme spirituali. Poi con la Rivoluzione la religione è diventata ideologia, si è politicizzata: e da qui è venuto tutto il male. Portando una rigidità a cui non eravamo abituati: la nostra è una cultura basata sulla musica, sulla poesia, sulla bella architettura".


Adesso a cosa sta lavorando?
"Sono in trattative per acquisire i diritti di trasporre sul grande schermo il romanzo Il palazzo dei sogni di Ismail Kadarè: mi piace il modo in cui svela il potere dello Stato sull'individuo, e fa capire l'assurdità del fanatismo religioso".

 

(Fonte: Repubblica.it)

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il 8/3/2010 alle 12:30 3 Commenti
Iran, il cinema contro l'arresto di Panahi Condanna a morte per studente ventenne
Iran, il cinema contro l'arresto di Panahi Condanna a morte per studente ventenne

LONDRA - La nuova stretta repressiva in Iran colpisce il mondo dell'arte internazionale. Il cinema si ribella all'arresto del regista Jafar Panahi, prelevato in casa insieme alla figlia e ai suoi ospiti, e ne chiede il rilascio immediato. Ma il regime colpisce duro l'opposizione, con una nuova "condanna esemplare": la corte d'appello ha confermato oggi la sentenza di morte per Mohammad Amid Valian, uno studente di 20 anni accusato di aver lanciato pietre contro le forze dell'ordine durante una manifestazione. L'esecuzione può avvenire in qualsiasi momento.


Lo studente condannato. Mohammad Amid Valian era stato arrestato dopo le manifestazioni avvenute il 27 dicembre, giorno dell'Ashura. La condanna a morte emessa in primo grado è stata confermata in appello e quindi l'esecuzione potrebbe avvenire in ogni momento. Lo scrivono oggi i siti dell'opposizione. Altri due oppositori ventenni sono stati impiccati il 28 gennaio scorso e altri nove condannati alla pena capitale per avere partecipato a manifestazioni anti-governative sono in attesa della sentenza d'appello. Il sito Kaleme, del leader dell'opposizione Mir Hossein Mussavi, precisa che Valian è un membro dell'Associazione degli studenti islamici nell'Università di Damghan, circa 300 chilometri a est di Teheran. Secondo la stessa fonte, il giovane sarebbe stato arrestato solo per aver lanciato alcune pietre contro la polizia e per questo è stato condannato a morte come 'Mohareb', cioè 'nemico di Dio'.

Panahi "girava un film contro il regime". Il regista iraniano Jafar Panahi sarebbe stato arrestato perché stava realizzando un film sulle proteste post-elettorali nel suo Paese, secondo quanto riferiscono oggi alcuni siti di Teheran. Panahi, ha detto ieri suo figlio Panah, è stato arrestato lunedì sera insieme alla moglie, alla figlia e a 15 loro "ospiti" da agenti in borghese delle forze di sicurezza che hanno fatto irruzione in casa sua. Il sito dell'opposizione Rahesabz scrive oggi che il regista "preparava con una equipe a casa sua un film non autorizzato sugli incidenti post-elettorali". Panahi, ha confermato il sito di notizie conservatore Tabnak, stava producendo "un film ostile al regime con i suoi assistenti, ma la vigilanza dei servizi segreti ha permesso di scoprire questa iniziativa e tutti sono stati arrestati".

Si mobilitano i registi. Artisti da tutto il mondo hanno fatto appello al rilascio del regista iraniano. "E' un episodio scioccante, e un'ulteriore dimostrazione dell'intolleranza del regime", ha detto il regista inglese Ken Loach. "Spero che tutti coloro che lavorano nell'industria del cinema si uniscano per chiedere il suo rilascio ed esprimere solidarietà a lui e a tutti i film-maker iraniani che lavorano in condizioni simili alle sue. E' del tutto inaccettabile". Panahi, vincitore del Leone d'oro a Venezia nel 2000 con Il cerchio e dell'Orso d'argento a Berlino con Offside (tutti e due incentrati sul ruolo delle donne nell'oppressiva società iraniana), è un sostenitore aperto del leader dell'opposizione Hossein Mussavi. Era già stato arrestato a luglio durante una cerimonia commemorativa per Neda Soltan, la giovane oppositrice uccisa durante le manifestazioni di protesta contro le elezioni. Il mese scorso le autorità gli avevano negato il permesso di lasciare il paese per andare in Germania a partecipare al Festival del cinema di Berlino. Molti dei suoi film, grandi successi internazionali, sono banditi in Iran. "Jafar Panahi è un buon amico e tutti noi lo ammiriamo non solo per il suo talento cinematografico ma anche per le sue coraggiose prese di posizione", ha detto Shirin Neshat, artista iraniana e film-maker che vive a New York. "Non si è mai lasciato intimidire. Questa azione del governo dunque non ci stupisce. Questo regime ha l'abitudine di minacciare la gente, gli artisti, allo scopo di farli tacere".

Le ultime dichiarazioni. E che Panahi non fosse abituato a tacere lo dimostrano le coraggiose dichiarazioni espresse proprio di recente in occasione della presentazione del suo film Accordion nell'ambito del progetto "Then and Now: Beyond Borders and Differences" organizzato dall'ong Art for the World. Parlando dei personaggi del suo film, a gennaio, Panahi ha detto: "Sono un artista sensibile a quello che accade intorno a me, nella società. Forse Accordion è una reazione a gli eventi che mi circondano... Il protagonista del film è un bambino, forse il simbolo della prossima generazione. Nel suo mondo ideale realizza il bisogno di umanità per la sopravvivenza e decide di evitare la violenza e condividere i suoi poveri guadagni con chi ne ha bisogno... Questa generosità è ciò di cui ha bisogno la società in cui vivo. La società solleva un grido contro la violenza ma le autorità stanno perseguendo tutte le strade verso la violenza. I media pronunciano solo parole di terrore e minaccia. Per questo il protagonista del film è una figura idealistica in una società in cui la violenza è imposta".

 

(Fonte: Repubblica.it)

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il 4/3/2010 alle 11:38 0 Commenti
Arrestato Jafar Panahi con moglie e figlia Il regista iraniano "voleva andare a Berlino"
Arrestato Jafar Panahi con moglie e figlia Il regista iraniano

TEHERAN - E' stato arrestato ieri sera insieme alla figlia e a 15 ospiti invitati nella sua residenza di Teheran. Il regista iraniano Jafar Panahi, una delle voci più critiche dell'opposizione al presidente Ahmadinejad, è stato prelevato con la moglie, la figlia e altre 15 persone (tra cui anche attori e registi), da agenti dei servizi di sicurezza iraniani. L'uomo, autore di "Il Cerchio" e "Oro rosso", due film denuncia sull'Iran, è stato sequestrato dopo aver richiesto alle autorità un visto di uscita per partecipare, il mese prossimo, a una conferenza sul cinema iraniano a Berlino. Dopo aver negato il permesso, le autorità di Teheran, lo hanno prelevato dalla sua abitazione confiscando anche il computer personale e altro materiale.


Panahi ha 49 anni e nel 2006 aveva ricevuto l'Orso d'argento al Festival di Berlino per il film "Offside", la storia di alcune ragazze iraniane costrette a travestirsi da uomini per poter andare a vedere una partita della nazionale di calcio. Nel 2000 poi, il regista aveva vinto il Leone d'oro al festival di Venezia grazie al film "Il Cerchio", la storia di otto donne. La denuncia dell'arresto è arrivata dal figlio, Panah, che ha lanciato l'allarme sul sito web dell'opposizione "Rahesabz". Al momento il fermo non ha ricevuto alcuna conferma ufficiale da parte dei servizi di sicurezza iraniani. L'unica notizia certa è che "Panahi è stato portato via in una località sconosciuta".


Il 30 luglio dell'anno scorso Panahi, la moglie e la figlia erano già stati arrestati mentre prendevano parte alla commemorazione di Neda Aqa-Soltan, la giovane uccisa dai Pasdaran in una manifestazione dell'Onda verde a Teheran e diventata, con la sua morte, il simbolo della violenta repressione del regime. Poche ore dopo l'arresto i tre erano subito stati rilasciati. Al regista però era stato impedito di lasciare il Paese: non si sarebbe quindi potuto recare ai festival cinematografici di Mumbai, in ottobre, e di Berlino, nel febbraio scorso.

(Fonte: Repubblica.it)

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il 2/3/2010 alle 14:08 1 Commento
Clip tratta dal film: Iran libero!

Ecco una clip tratta da Donne senza Uomini in uscita il prossimo 12 Marzo.



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il 1/3/2010 alle 15:57 0 Commenti
Shirin Neshat scrive sul nostro blog
Shirin Neshat scrive sul nostro blog

 

Italy has always been a great source of inspiration for so many of us Iranians. We have grown up with Italian art, cinema, and images of the beautiful Italian landscapes and cities.

 

Ever since I started as an artist, Italy and Italians were the first in the world to discover and endorse my art, from the Lucio Amelio Gallery in Naples, to the Venice Biennale in 1995 & 1999, Marco Noire Contemporary Art, and endless other individuals and museums who have supported my work through out the years.

 

Now I have the great honor to have received a prize at the Venice International Film Festival in 2009 and to see my film distributed for the people of Italy. I can't wait to arrive and meet many of you and to hear your comments and even criticisms.

 

Much love,

 

Shirin

 

Traduzione:


L’Italia è stata sempre una grandissima fonte d‘ispirazione per noi iraniani. Noi siamo cresciuti con l’arte italiana, con il suo cinema e con le meravigliose immagini dei paesaggi e delle città italiane.

 

Sin da quando ho cominciato la mia vita artistica, l’Italia e gli italiani sono stati i primi a scoprire e ad apprezzare la mia arte, dalla Galleria di Lucio Amelio a Napoli, alla Biennale di Venezia del 1995 e del 1999, continuando con Marco Noire Contemporary Art, ad una lista infinita di persone e musei che nel corso degli anni hanno sostenuto e supportato il mio lavoro.

 

Ora, ho avuto il grandissimo onore di essere stata insignita di un importantissimo premio al Festival Internazione del Cinema di Venezia nel 2009 e di vedere il mio film distribuito in Italia. Non vedo l’ora di venire in Italia per incontrarvi e ascoltare i vostri commenti e qualsiasi tipo di critica.

 

Con grande affetto.

 

Shirin

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il 24/2/2010 alle 18:50 1 Commento
Firenze: anteprima di Donne senza Uomini alla presenza dell'autrice Shirin Neshat

Martedi 9 Marzo 2010 al Cinema Odeon a Firenze sarà presentato in anteprima Donne senza Uomini alla presenza di Shirin Neshat, autrice del film. Come da invito qui di seguito l'anteprima a pagamento sarà aperta al pubblico e prevederà il seguente programma:

 

Ore 18.00 : Incontro con Shirin Neshat, coordina Silvia Lucchesi

 

Ore 21.00 : Anteprima del film alla presenza dell'autrice

 



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il 24/2/2010 alle 15:29 2 Commenti
Invito all'anteprima al MADRE di Napoli
Invito all'anteprima al MADRE di Napoli

BIM Distribuzione riserva ai fan di DONNE SENZA UOMINI un occasione davvero speciale!

Ai primi tre che condivideranno sulla prorpia bacheca di Facebook il link al trailer del film, e ne faranno richiesta con un commento alla nota presenta nella Fan Page ufficiale del film sarà riservato un invito per due persone all'esclusiva anteprima del film domenica 7 marzo alle ore 20:30 nella sala polivalente del MADRE di Napoli. 

 


Prima della proiezione, alle ore 20:00, l'artista regista Shirin Neshat incontrerà il pubblico.


Link al trailer:


http://www.facebook.com/#!/video/video.php?v=104931969528550

Link all'evento:


http://www.museomadre.it/eventi_show.cfm?id=67

 

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il 23/2/2010 alle 10:29 0 Commenti
Dal 12 Marzo al cinema: finalmente il trailer in italiano

Donne senza Uomini diretto dall'artista iraniana Shirin Neshat debutterà nelle sale italiane il prossimo 12 Marzo. Ecco il trailer in italiano.



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il 19/2/2010 alle 11:49 0 Commenti
Data di uscita 12 Marzo 2010
Titolo Originale Zanan-e bedun-e mardan
Regia Shirin Neshat
In coll. con Shoja Azari
Soggetto Shahrnush Parsipur
Sceneggiatura Shirin Neshat
Shoja Azari
Cast Pegah Ferydoni
Arita Shahrzad
Shabnam Tolouei
Orsi Toth
Musica Ryuichi Sakamoto
Distribuzione Bim Distribuzione

ARCHIVIO FOTO

Autore
A cura di
Postfazione di
Traduzione di
Editore
Shahrnush Parsipur
Laura Chiappella
Asghar Massombagi
Paola Monteverdi
Giovanni Tranchida Editore
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